Psicologa clinica e psicoterapeuta Gestalt, ricercatrice ed esperta nell’insegnamento della meditazione e di esercizi di consapevolezza

La meditazione è una tecnica?

Da molti anni ormai pratico meditazione nella mia quotidianità.. precisamente dal 2003, sebbene anche prima mi sia sempre appassionata di yoga, kung fu, thai chi e pratiche sciamaniche di origine indiana americana. Mi definisco una ricercatrice, di me stessa e di tutte le potenzialità che vivono in me affinchè possa insegnare alla persone a trovare il proprio “mezzo” e poter arrivare a comprendere il senso di sé nel momento presente.

Dal 2013 ho introdotto la pratica di Mindfulness nella mia formazione personale ed individuale, comprendendo le potenzialità di questa meditazione, che permette di essere la base di molte altre discipline per lo sviluppo della consapevolezza.

Da poco mi sono resa conto che diversi miei colleghi nel mondo definiscono la mindfulness come una tecnica, un po’ come un esercizio che può rientrare nel bagaglio delle teorie delle psicologie cognitive, e di conseguenza la utilizzando in questo modo.

In effetti la formazione in Gestalt, che fonda le sue origini nella filosofia umanista ed esistenzialista, mi permette di comprendere quanto più in là può andare la Mindfulness se non la si considerasse un mero esercizio o una semplice tecnica per dare sollievo da stress, ansia e depressione.

La tecnica (dal greco τέχνη (téchne), “arte” nel senso di “perizia”, “saper fare”, “saper operare”) è l’insieme delle norme applicate e seguite in una attività, sia essa esclusivamente intellettuale o anche manuale (da Wikipedia), ed è ben lontano da ciò che è la meditazione.

La meditazione secondo J. Krishnamurti non è una tecnica e come dice Osho in “The Rebel”: “Le tecniche in se stesse non sono meditazione. Se ti fermi alla tecnica, perdi l’essenziale.”
e poi ancora..

‘È possibile meditare senza una tecnica?’. Non solo è possibile, ma è l’unica possibilità. Non occorre alcuna tecnica per quanto riguarda la meditazione. Ma che farai della tua mente? Essa creerà mille difficoltà. Le tecniche servono a mettere da parte la mente e creare uno spazio in cui diventa tranquilla, silenziosa, quasi assente. A quel punto la meditazione succede da sola.”

Le tecniche sono ciò che può aiutare il praticante ad entrare in uno stato meditativo profondo, come per esempio il riconoscere i pensieri e le emozioni emerse e lasciarle andare con gentilezza e senza giudizio…

Chi insegna meditazione, come prerogativa dovrebbe tenere ben presente, che dare “istruzioni” è molto diverso dal trasmettere un’esperienza, proprio perchè iniziare un percorso di conoscenza è una vera e propria trasmissione esoterica di un sapere che non si può apprendere da libri e video, ma si può solo comprendere da qualcuno che ha un sapere maggiore rispetto al proprio su quel tema, attraverso un’iniziazione.

Meditare è uno stile di vita, e come dice Kabat Zinn è semplice ma non facile per tutti. Portare la meditazione nella propria vita significa migliorarsi come persona, non solo grazie all’ascolto di sé, bensì anche grazie al miglioramento dei pensieri e delle azioni rivolte alle altre persone, alla natura, e a tutto ciò che ci circonda. Significa avere rispetto per sé e per il cosmo, diventare per quanto si può sempre più ecosostenibili, avvicinarsi ad una alimentazione vegetariana/vegana, avvicinarsi al mondo della natura.
Consiglierei di leggere quindi qualcosa sul Nobile Ottuplice Sentiero, primo sermone del Buddha Shakyamuni in cui esplicita

«Esso il Nobile ottuplice sentiero, ovvero la retta visione, la retta intenzione, la retta parola, la retta azione, il retto modo di vivere, il retto sforzo, la retta presenza mentale, la retta concentrazione. »
(Buddha Shakyamuni Dhammacakkappavattana SuttaSaṃyutta-nikāya, 56,11.)

e senza fare preferenze, vi scrivo il link di wikipedia da cui l’ho tratto https://it.wikipedia.org/wiki/Nobile_Ottuplice_Sentiero

Inoltre suggerisco il seguente articolo per comprendere più approfonditamente la questione sulla meditazione e la tecnica.. invogliando chi non riesca a comprendere la differenza tra i due, di mettersi in una posizione comoda e confortevole, con la schiena dritta ma non rigida, e di lasciare andare i pensieri, i concetti, gli schemi e scoprire la magia di ciò che può accadere.. entrare davvero in contatto con se stessi e l’intero universo di cui facciamo parte e che già risiede dentro di noi.

http://www.osho.com/it/meditate/meditation-tool-kit/questions-about-meditation/is-it-possible-to-meditate-without-any-technique

“La meditazione non è separata dalla vita, è l’essenza stessa della vita.
Senza meditazione il cuore diventa un deserto, una landa desolata.
La meditazione è vedere ciò che è, e procedere oltre. 
La comprensione non si trova entro i confini del tempo. 

 

La comprensione è adesso o mai più.” J. Krishnamurti
 
“L’unico significato dell’esistenza umana è di accendere una luce nelle tenebre del puro essere. Si può benissimo supporre che, come l’inconscio agisce su di noi, così lo sviluppo della nostra coscienza agisca sull’inconscio” (id. pag. 384), Jung

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